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Sempre più SaaS nelle banche italiane, ma non abbastanza RegTech… per ora! Ecco il report CIPA-ABI 2022
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22/11/2022

Ecco il settore bancario del futuro: sempre più digitale e tecnologico, anche nei processi interni

A circa un anno dal nostro post sul report CIPA-ABI 2021, rieccoci a commentare il documento pubblicato qualche mese fa da CIPA (Convenzione Interbancaria per l’Automazione) e ABI (Associazione Bancaria Italiana). La "Rilevazione sull’IT nel settore bancario italiano" è infatti un report pensato per fotografare la situazione relativa alla trasformazione digitale nel settore bancario italiano, con un riferimento agli obiettivi strategici perseguiti, ai processi maggiormente impattati, alle tecnologie più utilizzate e, in generale allo stato dell’arte organizzativo e tecnologico delle banche italiane. Il report CIPA-ABI 2022 prende in esame le risposte ricevute a 34 quesiti da gruppi bancari e banche italiane rispetto all’anno 2021 e al prossimo futuro delle istituzioni finanziarie, al fine di valutare lo stato del processo di digital transformation nel contesto bancario e delineare le prossime evoluzioni, a partire dal 2023 e negli anni a seguire.

Metodologie e tecnologie innovative per operatività e processi bancari al centro del report CIPA-ABI 2022

Entrando nel merito dell’indagine svolta dall’Associazione Bancaria Italiana, è innanzitutto opportuno chiarire - almeno a un livello molto generale - le modalità dell’indagine stessa e il suo svolgimento. ABI ha preso in esame per la sua rilevazione un campione formato da 20 gruppi bancari - che coprono il 93% del totale dell’attivo del settore bancario - e da 4 banche singole, concentrando il suo studio su due macro aree di indagine:

  • gli obiettivi strategici ritenuti più rilevanti nel percorso di trasformazione digitale delle banche (in particolare il rafforzamento della cyber security, il miglioramento dell'esperienza digitale del cliente, la modernizzazione di sistemi e architetture IT, la revisione dei modelli di business in chiave digitale, i profili tecnologici e di sicurezza, l’analisi delle scelte IT in materia di metodologie, strumenti e tecnologie innovative);
  • gli aspetti organizzativi aziendali connessi con la trasformazione digitale, ovvero gli interventi di revisione e aggiornamento avviati dalle banche in ambito informatico, oltre all’adeguamento delle metodologie di sviluppo.

È evidente dunque come la "Rilevazione sull’IT nel settore bancario italiano" curata da CIPA e ABI fornisca una panoramica aggiornata sull’impiego della Information and Communication Technology (ICT) all’interno del contesto bancario nazionale, con un focus specifico sulle scelte IT riguardanti le metodologie e le tecnologie innovative a sostegno dell’operatività e dei processi bancari.

Nei trend bancari crescono le soluzioni SaaS, anche poche in ambito RegTech… almeno per adesso

Ma arriviamo finalmente al contenuto del report CIPA-ABI 2022 per identificare quali siano i dati più rilevanti, soprattutto in riferimento alla nostra area di interesse, ovvero quella legata alla Regulatory Technology e, più in generale, a tutta la sfera della digitalizzazione dei processi interni, dunque l’ambito che riguarda le attività di compliance e di Risk Management all’interno delle istituzioni finanziarie. Innanzitutto è da rilevare come la tendenza ad usufruire di servizi in cloud sia sempre più affermata nel contesto bancario. Basti pensare che il 58% delle banche rispondenti fruiva già nel 2021 di servizi in cloud, mentre il 29% aveva già avviato un processo di migrazione in questo senso. In particolare, il modello più diffuso - utilizzato nel 70% dei casi di fruizione di servizi in cloud - e maggiormente in crescita è il modello Software-as-a-Service, che prevede l’utilizzo di applicazione tramite cloud service provider che controllano l’infrastruttura di erogazione. Esattamente come accade con il nostro SaaS pensato per il mercato RegTech, Daitomic. Stando al report di CIPA e ABI, “nel lungo periodo si prevede un ulteriore aumento, specie nel livello di adozione di SaaS”. Dunque la fornitura di servizi SaaS si sta rivelando la preferita dalle istituzioni finanziarie e, stando alla rilevazione, continuerà a crescere. L’altra faccia della medaglia, però, rimane quella sottolineata un anno fa, ovvero lo scarso interesse dimostrato dalle banche italiane verso le soluzioni offerte dalla Regulatory Technology. In questo senso, tutta l’area della Governance - dunque anche il settore della compliance bancaria - si conferma un passo indietro rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie incentrate sulla user experience dei clienti, la cyber security, l’efficientamento del lavoro da remoto - stimolato ovviamente dalla pandemia da Covid-19 -, la gestione di incassi e pagamenti, e così via. Attualmente le soluzioni RegTech non sono ancora ai primi posti tra gli interessi delle istituzioni finanziarie italiane, ma questa tendenza è destinata a cambiare. Guardando infatti al mercato statunitense e a quello britannico, ma anche alle linee guida dettate dalle autorità europee, la Regulatory Technology sarà sempre più protagonista nel contesto finanziario, sia per quanto riguarda le banche tradizionali sia per le nuove realtà rappresentate dalle aziende FinTech e Crypto, che dovranno sopperire a una sempre crescente regolamentazione nei prossimi mesi e anni. E noi di Aptus.AI, grazie a Daitomic, siamo già pronti e preparati per ricoprire un ruolo da protagonisti nell’affermazione di un approccio RegTech-based in Italia - e in Europa.

Un approccio bottom-up nella digitalizzazione del settore bancario: il lavoro di Aptus.AI con i regolatori

In Aptus.AI ci siamo infatti resi conto con largo anticipo dell’urgenza all’interno del settore della compliance bancaria di tenere il passo della digitalizzazione che sta investendo tutto l’ambito finanziario - e il mondo, più in generale. Questo ci ha consentito di essere dei veri e propri pionieri grazie alle nostre norme bancarie machine readable, che infatti sono state selezionate anche dalla Banca d’Italia nell’ambito della prima Call for Proposals del Fintech Milano Hub. Ed è proprio la Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia, Alessandra Perrazzelli, a certificare che realtà come la nostra in Aptus.AI possano e debbano contribuire alla digitalizzazione del settore bancario, non solo a livello commerciale, ma anche come alleato delle istituzioni bancarie stesse. “[La prima Call for Proposals] per la Banca d’Italia è stata un’opportunità straordinaria per avviare un dialogo importante con gli operatori su molti aspetti e di prendere consapevolezza che l’approccio regolatorio, in particolare in uno scenario in cui l’evoluzione della tecnologia spinge sempre più velocemente l’offerta di nuovi servizi, si può formare non solo top-down ma anche bottom-up”. A maggior ragione in ambiti, come quello della compliance, nei quali l’innovazione è tanto necessaria quanto lenta, nonostante presenti ampi margini di crescita tecnologica. Riprendendo le parole della Vice Direttrice di BankIT, una rivoluzione nella compliance finanziaria può scaturire anche da un approccio bottom-up, ovvero attraverso innovazioni, come le nostre norme bancarie machine readable, e a soluzioni SaaS pensate per il mercato RegTech, come Daitomic. Contattateci per saperne di più!

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